Cremona: la scultura di Dante Ruffini un’avventura molto intima

@ via Cremona – Museo Civico Ala Ponzone
DANTE RUFFINI: Dante Ruffini (Cremona, 1905 – 1963) è stato uno dei protagonisti dell’arte cremonese del Novecento,
che seppe unire talento e sensibilità umana.
Dopo gli studi alla Scuola di Arti e Mestieri “Ala Ponzone” e all’Accademia di Venezia, che frequenta occasionalmente durante un suo breve soggiorno veneto in compagnia del Maestro d’arte Guglielmo Michieli, si formò accanto allo zio Alceo Dossena, imparando il rispetto per la materia e per la tradizione. Esordì nel 1934 con il busto di Ponchielli per il Museo della Scala, e da allora prese parte a grandi mostre in Italia e all’estero, fino a rappresentare l’Italia a San Paolo del Brasile.
Viveva i soggetti sacri come un’occasione di ricerca interiore, nelle sue opere si coglie la spiritualità e insieme la tenerezza di un padre che spesso prendeva i figli Marco e Laura come modelli. Un uomo carismatico che trasformò la sua casa, piena di musica, poesia e discussioni culturali, nella sede dell’Associazione Artisti Professionisti Cremonesi, di cui fu presidente.
Dante Ruffini si spense prematuramente nel 1963, a soli 58 anni, lasciando incompiuti progetti e bozzetti che ancora oggi parlano della sua instancabile urgenza creativa.
Museo Civico Ala Ponzone – Cremona
via Ugolani Dati, 4 – Cremona
Inaugurazione 18 novembre 2025 ore 17.00
Orari: da martedì a domenica 10.00 – 17.00
Biglietti: 10€ intero – 8€ ridotto e gruppi
Informazioni
- musei.comune.cremona.it
- museo.alaponzone@comune.cremona.it
- 0372 407 770
- www.turismocremona.it
- info.turismo@comune.cremona.it
- 0372 407081
La mostra antologica celebra i 120 anni della nascita di Dante Ruffini (1905-1963), protagonista della scultura cremonese del primo Novecento oltre che figura di punta dell’ambiente culturale cittadino in quanto socio fondatore e poi presidente dell’Associazione Artisti Cremonesi e socio del sodalizio Adafa, nato nel 1949 dalla fusione degli Amici dell’Arte con la Famiglia Artistica.
Articolata in dieci sezioni, presenta una quarantina di opere tra sculture in gesso e terracotta, bassorilievi in marmo e piccoli bronzi, opere in gran parte di soggetto sacro, realizzate dall’artista tra il 1927 ed il 1962 e tutte provenienti dalla collezione dell’artista ancor’oggi amorevolmente conservata dalla famiglia.
Nella mostra vengono esposti per la prima volta alcuni gessi di dimensioni monumentali come l’ambone ed un’acquasantiera per la Basilica di San Siro a San Remo o il fonte battesimale per la cripta della Cattedrale di Montefiascone da sempre custoditi nello studio dell’artista e strumento indispensabile per comprendere il suo particolare percorso artistico. Inedite sono pure alcune preziose lastre in vetro delle sue opere eseguite personalmente da Dante Ruffini con la sua fotocamera a soffietto.
Il percorso parte non a caso dal tema degli affetti familiari, baricentro personale ed artistico della sua vita di uomo e di artista, e si snoda attraverso i ritratti della moglie Marina Coppetti e dei figli Laura e Marco raffigurati ancora bambini, mentre altre sezioni mettono in luce la maestria e il metodo dell’artista nel lavorare materiali diversi, la funzione imprescindibile del disegno e del bozzetto nella sua pratica scultorea e gli interessi multidisciplinari appartenenti per tradizione alla sua famiglia. Il percorso si chiude con la sezione dedicata agli ultimi due lavori di Dante Ruffini, le essenzialità delle forme del Cristo del 1962 e il monumento ai Caduti per la Libertà di via Palestro che l’artista riuscì a finire per la successiva fusione, ma non a vedere posto in situ.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia, sede di Cremona, il Lyceum Club Internazionale di Cremona e la Società Storica Cremonese, si inserisce nel quadro di un lavoro sistematico intrapreso prima dalla figlia Laura ed ora dal fratello Marco per la conservazione e la valorizzazione dell’opera del padre scultore ancora oggi custodita a Cremona nella sua casa-studio di via Carlo Speranza.